Guida al credito ipotecario

Questa informazione sarà disponibile sin da ora ed è particolarmente rilevante nel nostro paese, dove 121,1 milioni di abitanti vivono in 31,8 milioni di case, secondo i dati Il bisogno di indipendenza e di iniziare una nuova fase della vita è latente in molti strati.

Solo nel 2016, la Camera nazionale dello sviluppo e dell’industria della promozione abitativa , ha osservato che ogni anno si festeggiano intorno 37.000 matrimoni, una cifra che rappresenta il 58% della domanda di nuove case.

Come sottolinea il nostro CEO: “L’obiettivo è offrire informazioni preziose ai potenziali acquirenti di case cioè a tutte queste famiglie o anche ai millennial che considerano impossibile possedere la propria casa. Crediamo che fornire tutta questa conoscenza sul finanziamento per l’acquisizione di alloggi, dal più basilare, sia necessario per abbattere il mito che comprare una proprietà è molto difficile. È sicuramente un processo che richiede preparazione e ordine nelle finanze personali, ma esserne pienamente consapevoli può aiutare molte persone a raggiungere il loro obiettivo. “

Casa nuova o usata? 9 punti per scegliere meglio

Nuova casa

Ci sono sviluppi in cui esiste la possibilità di scegliere finiture, tipo di pavimento, cancelleria, armadi e altri dettagli per personalizzare il tuo spazio. In una casa di seconda mano, dovrai accettare e adattarti al design che hai già, oppure, fin dall’inizio, destinare un budget da ristrutturare.

Casa usata

Le case d’epoca hanno un certo fascino per entrambi gli investitori e per gli inquilini. Possono avere usi molto buoni: ristoranti, gallerie, eccetera. Aree come il Centro storico, Coyoacán e Santa María la Ribera sono esempi del buon affare che deriva dall’acquisto, dalla ristrutturazione e dalla rivendita.

Di necessità virtù: rivendere un orologio prezioso

Tutti gli appassionati di orologi di classe, cercano modelli costosi ma anche che siano un simbolo dell’orologeria, orologi che hanno fatto la storia, grazie ai loro meccanismi unici, ai materiali raffinati e costosi, e al gusto del loro design, oltre che al prestigio delle case orologerie che le hanno prodotte. Tieni sempre presente che dovrai effettuare acquisti o vendite solo su siti conosciuti come pasinigioielli e che mettono a disposizione sistemi di valutazione evitando così di avere delle brutte sorprese. Di marche orologi costosi, di orologi d’oro e lussuosi c’è ne sono molti, ma solo alcuni modelli possono essere considerati il top, il meglio del meglio, perché solo alcuni di loro, sono entrati nel cuore dei loro clienti e nella storia degli orologi. Ecco perché abbiamo voluto stilare questa classifica orologi di lusso, per differenziare il valore di quest’ultimi da quello degli orologi costosi.

Quali orologi si possono vendere?

vendere un orologio da polso deve essere un mix tra emozione e conoscenza, perchè tutti gli orologi da polso, per quanto possano alcuni sembrar così lontano dal nostro essere hanno un potenziale acquirente.

I primi passi, però, sono tali in tutte le esperienze. Perchè la partenza non sia ricordata come un trauma, bisogna cercare di osservare alcuni accorgimenti: l’era della cyber-comunicazione di internet dà la possibilità a supporti come questo in cui sto scrivendo, di divulgare e condividere rapidamente l’informazione come la carta stampata non riuscirà mai a fare, ma bisogna trattenersi dal materializzare un pessimo affare che dista da noi semplicemente a due click del mouse.

L’orologio da polso è praticamente l’unico gioiello da uomo. Le persone possono interessarsi a questo mondo per motivi differenti: come status symbol, o come forma di investimento dal momento che negli ultimi anni abbiamo assistito a delle rivalutazioni notevoli, ma per molti questi oggetti hanno più semplicemente un fascino particolare, un’anima.

Raccogliere un assortimento di orologi da collezione ha sicuramente delle motivazioni molto personali che sono molto soggettive. Alcuni appassionati iniziano a raccogliere – come molte persone – motivati da un forte interesse personale, un interesse che in questo caso è chiaramente l’alta orologeria.

Gli orologi d’epoca, specialmente quelli costruiti più di 30 anni fa, vanno osservati attentamente dentro e fuori: il movimento deve corrispondere nella referenza e nei sigilli di riconoscimento; all’esterno anche la fibbia del cinturino o il bracciale possono far la differenza così come la ghiera, se è un subacqueo, deve corrispondere nella serigrafia e nell’allineamento con la cassa.
I quadranti sono “il polso” dell’orologio stesso. vanno bene quelli puliti anche se mostrano i segni degli anni; occhio a quelli troppo invecchiati.
I numeri di serie così come le scritte, ad un attento esame, possono rivelare nella loro fattura, incisione e spaziatura un abile, ma individuabile contraffazione.
Le scritte a mano all’interno del coperchio per documentare precedenti revisioni sono spesso uno specchietto per le allodole, così come lo sono certificati di pezzi di ricambio sostituiti: quasi a voler creare un passato e un passaporto tecnico che in realtà non esiste.
In mancanza di una garanzia dell’epoca, l’estratto degli archivi della casa madre può, come già detto altre volte, essere un ottima certificazione.
Anche il funzionamento in termini di precisione dovrebbe essere preteso dall’acquirente: non è detto che un orologio solo perchè sia d’epoca, debba perdere o anticipare di parecchi minuti al giorno la lettura del tempo; questo punto non è proprio una dritta per non incappare in una patacca, ma gli orologi maneggiati con pezzi di ricambio non originali e con una cattiva manutenzione si comportano proprio così.

 

 

Cultura: Giochi di gruppo per bimbi

I bambini amano i giochi in cui è possibile correre, saltare muoversi. I pediatri raccomandano di assecondare questo desiderio il più possibile perché evita che i bambini si dedichino a giochi più pericolosi e che allontanano dai propri coetanei, con conseguenti difficoltà nella socializzazione. Ne sono un esempio i videogiochi, oppure i social network che spesso occupano molte ore anche dei più piccoli.

Perché preferire giochi in movimento

Molti genitori tengono i bambini lontani da giochi che richiedono molto movimento, salti, corse perché questi richiedono una presenza costante degli adulti per tenerli lontani dalle insidie, commettono però un grande errore visto anche il rischio obesità che negli ultimi anni è diventato sempre più comune.

I giochi di movimento possono essere distinti in due categorie: i giochi individuali, come possono essere i lanci nel canestro, corse, salti su tappeti elastici, con la corda e giochi di gruppo per bambini. I primi nascondono più insidie perché spesso i piccini sfuggono al controllo degli adulti e nel caso in cui si fanno male, non sempre c’è qualcuno pronto a soccorrerli.

Un’alternativa che riesce a coniugare la voglia dei bambini di stare in movimento, abbandonato tablet, giochi interattivi vari e monitor, e allo stesso tempo permettono un controllo facile anche su interi gruppi, sono i giochi di gruppo. Questi possono essere usati anche in estate, magari alternandosi tra genitori, per averli sempre sotto controllo.

Quali sono i giochi di gruppo di movimento per bambini?

Le possibilità sono tante e dipendono dall’età, perché si devono proporre giochi in grado di stimolare la loro fantasia, la logica, e dal carattere dei bambini. Oltre al classico “acchiappa bandiera” in cui i bambini creano due squadre, ogni elemento è individuato con un numero, o un nome, e quando vengono chiamati devono correre a recuperare il fazzoletto, ci sono anche altri giochi di gruppo per bambini.

Molto divertente ad esempio è la “corsa dei granchi”, anche in questo caso vi sono due squadre, i bambini chiamati, devono essere simili per statura, devono mettersi di fronte e posizionare una palla all’altezza del petto e le braccia dietro la schiena. Camminando lateralmente devono arrivare fino al traguardo. Vince chi impiega minore tempo a realizzare il percorso senza far cadere, e senza toccare, la palla. La “corsa dei granchi” aiuta i bambini a migliorare agilità e coordinazione.

Il salto del pallone

Un altro gioco molto amato dai bambini e da fare all’aria aperta, o in spazi chiusi abbastanza grandi, è il “salto del pallone”. Anche in questo caso vi sono due squadre, in ogni squadra deve essere presente un lanciatore. Questo lancia una palla a terra, facendola rotolare tipo palla da bowling, il compagno di squadra deve saltare nell’esatto momento in cui la palla sta per toccarlo, se viene toccato è eliminato. I giocatori fanno da “birillo” a rotazione, perde la squadra in cui sono eliminati tutti i giocatori.

Tra i giochi di squadra che permettono ai bambini di fare anche movimento, vi è anche la “staffetta”. In questo caso occorre creare un percorso, sono necessari due birilli, ma si può usare anche un altro attrezzo, dei coni in plastica. I coni devono essere posizionati a terra al fine di creare due percorsi, uno per ogni squadra . Maggiore è il numero di coni e più lungo può essere il percorso, molto dipende anche dalla difficoltà che si vuole creare. I bambini devono posizionarsi in fila indiana, il primo ha il birillo in mano, esegue il percorso, torna indietro e consegna al compagno il birillo, quindi inizia la corsa quest’ultimo. Vince la squadra i cui giocatori terminano prima il percorso. Questo gioco oltre a permettere movimento fisico anche ai più pigri, permette di alimentare lo spirito di squadra di tutti e la capacità di aiutarsi e sopperire alle “mancanze” altrui. Per realizzare i coni possono usarsi anche cartoni di forma rettangolare spillati o incollati.

Questi sono solo alcuni degli esempi dei giochi di gruppo che si possono fare in movimento, in questi la presenza di un adulto che possa tenere sotto controllo i bambini è importante perché riescono a sviluppare la loro indipendenza senza però trovarsi in pericolo.

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Cultura: I migliori libri sulle auto

L‘automobile ha sempre rappresentato una conquista dell’uomo, un sogno diventato realtà, quello di dotarsi di gambe che permettano di correre veloci, di percorrere lunghe distanze senza fatica e in pochissimo tempo. Ma l’auto è diventata presto uno status symbol, una sorta di cartina di tornasole che differenzia il livello socio economico raggiunto, fino ai giorni nostri, dove l’auto ha ripreso maggiormente il ruolo di mezzo di trasporto, e dove la tecnologia è più a portata di tutti. Oggi comprare un’auto è diventato più facile, anche grazie alla crescita del settore delle auto usate, grazie a siti specializzati come certificauto.it. Vediamo alcuni libri improntati sulle auto, sulla loro storia e su come hanno conquistato il mondo dello sport.

Storia dell’auto

Il primo libro consigliato è Grande libro dell’automobile, autori vari, che raggruppa tre volumi dedicati all’automobile, con la sua storia, e con i personaggi e i modelli che hanno lasciato il segno nell’ultimo secolo. Formula 1, auto classiche, cabriolet, le invenzioni, il progresso tecnologico, tutto è trattato con dovizia di particolari, senza lasciare nulla al caso. Un libro consigliato a chi vuole conoscere tutto il mondo che ruota attorno all’automobile, dalla sua invenzione ai giorni nostri.

Un altro libro molto interessante è Enciclopedia dell’automobile, di Ruiz Marco. Anche qui si narra la storia dell’automobile e la sua evoluzione, ma vengono affrontato in maniera approfondita gli aspetti economici e sociali, e il forte ruolo che l’automobile ha avuto a riguardo.

Un libro sicuramente originale è I nomi delle automobili, di Enzo Caffarelli, dove viene trattato in maniera approfondita l’origine dei marchi aziendali e dei nomi delle auto. Da dove nascono i nomi dati alle auto, i perché, quali sono stati quelli più fortunati e famosi. Un modo diverso, ma allo stesso tempo istruttivo, per imparare la storia dell’auto.

Auto e sport

Apriamo il tema sport e automobile con Ferrari, mio padre, di Piero Ferrarie Leo Turrini; il dietro le quinte del mito Enzo Ferrari, raccontato dal figlio Piero al giornalista. Dietro una leggenda c’è un uomo sovrastato dalla sua creazione, la Ferrari, prodigio industriale che ha conquistato tutto il mondo per la sua bellezza e la perfezione tecnologica.

Altro libro consigliatissimo per gli appassionati dell’automobilismo è Tazio Nuvolari. Una vita senza freni, di Massimo Russo, che celebra il mito assoluto, riconosciuto tale in tutto il mondo, del pilota per eccellenza, colui che sfidò la sorte con auto e moto sempre più potenti, guidando oltre ogni limite, vincendo tutto quello che si poteva vincere, amato da tutti, osannato dai Ferrari, dai Porsche, definito “il miglior pilota di ieri, di oggi e di domani”.

Chiudiamo con un omaggio a un grandissimo pilota dei nostri tempi, Michael Schumacher: Simply the best, di Beppe Donazzan. Nel suo palmarès sette titoli mondiali in Formula 1, 91 successi e 68 pole position, con record che ancora oggi rimangono imbattuti. il 1° maggio 1994 fu testimone della tragedia di Senna, e nel ’96 fu chiamato ad essere il pilota Ferrari. Dopo un difficile avvio, conquistò il cuore degli italiani a suon di vittorie e di gare memorabili, conquistando cinque titoli mondiali consecutivi dal 2000 al 2004. Un pilota, ma anche un uomo che lascia il segno positivo anche fuori pista, fino al tragico beffardo e sfortunato incidente con gli scii.

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Cultura: Libri sulle piscine, 5 letture da non perdere

Quando si decide di realizzare una piscina in giardino, sono tante le domande che ci si pone a riguardo. Quali saranno i lavori da effettuare, meglio scegliere tra piscine esterne o interne, quale copertura invernale sarà più opportuna, ma anche come effettuare la manutenzione, particolari che, spesso, a chi non ha mai avuto una piscina, sfuggono. In soccorso dei neofiti però ci sono diversi libri a tema che possono tornare veramente utili se si vuole davvero avere cura di una piscina e sfruttarla al meglio delle sue potenzialità. Vediamo i migliori libri sulle piscine disponibili sul mercato.

Piscina, istruzioni per l’uso

Questo libro è un vero manuale redatto con estrema dovizia di particolari da Sandro Tieghi ed edito da Nuovi Autori per la collana Manuali. Il libro è quindi un esaustivo manuale teorico e pratico che aiuta a gestire nel modo più corretto e responsabile la piscina. Consigli facili da applicare scritti con un linguaggio semplice e scorrevole. Ideale per chi non ha la minima idea di come ci si prenda cura di una piscina.

Igiene in piscina

Igiene in piscina è il libro di Erica Leoni che, dopo oltre 15 anni dalla sua ultime edizione, è ancora un punto di riferimento più che valido per questo specifico settore. Nel volume vengono presi in esame tutti gli aspetti correlati ai rischi sanitari che si corrono in una piscina natatoria. In questo caso quindi abbiamo un libro che ci può dare ottimi spunti se frequentiamo, per esempio, una piscina condominiale o di un residence. Vengono affrontate per tanto tematiche anche molto specifiche, come per esempio l’analisi fisico-chimica dell’acqua della piscina, così come un’attenta panoramica delle misure di prevenzione attuabili. Insomma, un compendio di nozioni e consigli per sfruttare al meglio una piscina condivisa.

Piscine. Progettazione. Costruzione. Manutenzione

Questo libro, scritto da Rossana Prola, è un vero vademecum che accompagna il lettore fin dalla progettazione alla realizzazione della piscina. Una sezione è interamente dedicata alle normative vigenti che regolano la realizzazione delle piscine interrate, con cenni alle leggi regionali nonché alle norme UNI. Si descrive poi il sistema di trattamento delle acque, con schemi molto facili da consultare. Vi è, infine, una sezione dedicata alle operazioni di manutenzione con esempi pratici anche per chi non ha mai avuto esperienza.

Biopiscine: Progettazione ed esecuzione. Tecniche, normativa

Per chi ama le costruzioni biotecnologiche e a basso impatto sull’ambiente, questo è il libro ideale. Il volume di Mauro Lajo e Paul Luther, infatti, descrive le principali tecniche costruttive che consentono di realizzare piscine senza l’utilizzo del cemento armato e che per la depurazione delle acque sfruttano le proprietà depurative di alcune piante, di filtri a ghiaia, lavici, e microorganismi. Si crea dunque un sistema in naturale equilibrio in grado di mantenere l’acqua sempre pura e pulita. Un manuale pratico e molto accurato redatto da tecnici specializzati in questo ambito. La semplicità dell’esposizione, la presenza di spiegazioni corredate da esempi, rendono questo volume di facile consultazione, ma sicuramente più adatto a chi ha già una discreta conoscenza del mondo delle piscine.

Giardini e piscine d’autore

Per i più sofistici, nonché amanti dell’estetica, il volume Giardini e piscine d’autore di Alessandra Coppa è un prezioso contributo per chi deve progettare e realizzare la piscina contemporanea.

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Cultura: Scrivere un Libro: come fare e come iniziare

La stesura dell’inizio di un libro rappresenta una delle parti fondamentali dell’intera opera che andrete a proporre al lettore. Molto spesso le idee iniziali sono ottime, ma trascrivere il tutto potrebbe invece diventare una fonte di stress e insicurezza. Sarà necessario partire con il piede giusto, realizzando un incipit accattivante e completo, in grado di coinvolgere da subito il lettore. La prima pagina di un libro decreterà o meno l’acquisto dello stesso e questo è ciò che succede generalmente nella maggior parte dei casi. Provate voi stessi a soffermarvi e a riflettere: quante volte vi è capitato all’interno di una libreria di sfogliare le prime pagine di un volume, decidendo in questo modo se aggiungerlo alla lista dei vostri acquisti?

La primissima pagina di un libro metterà in funzione una serie di conseguenze, ma altrettanto importante sarà proseguire nella storia con il piede giusto. Come iniziare a scrivere un libro? Vediamo alcuni consigli, utili soprattutto per chi non sa da dove iniziare.

CONSIGLI SU COME INIZIARE LA STESURA DI UN LIBRO

La prima parte di un libro si rivela spesso la più difficile da mettere in pratica, nonostante l’afflusso di idee e l’originalità della storia che andrete a creare. L’incipit dovrà essere impostato come una copertina d’acquisto, come la copertina cattura la vista del lettore e la sinossi sul retro spinge la curiosità a ricercare i primi scritti contenuti all’interno. Le prime impressioni giocheranno un ruolo fondamentale nella scelta dell’acquisto del vostro libro, allo stesso modo in cui il potere di seduzione riesce a coinvolgere i sensi di due persone, ancor prima di entrare in stretta confidenza fra loro.

Vi sembrerà strano ma è esattamente così, le prime righe della pagina del vostro libro cattureranno o allontaneranno il possibile pubblico dal vostro romanzo, libro di poesie, racconti, a seconda del genere realizzato. Seguire alcuni consigli potrebbe rivelarsi estremamente utile prima durante questa prima fase inziale.

PREPOSIZIONE SEMPLICE O ARTICOLATA: l’esordio della prima fase dell’incipit si rivelerà decisivo. La scelta può ricadere su di una preposizione semplice oppure articolata, entrambe di senso compiuto, ma nel caso della preposizione articolata potrete riuscire ad aggiunger sfumature e particolari in grado di attrarre il lettore.

MEDIAS RES: molti libri si basano su incipit in “medias res”, ovvero su un’azione che si trova già all’interno dell’accaduto, anticipando eventi e spiegazioni che potranno essere appresi dal lettore solamente proseguendo nella lettura. Inizi di questo tipo celano in poche parole una situazione scioccante che si snoderà in seguito, servendosi di preposizioni articolate in grado di lasciare delle domande aperte nella mente del lettore.

FLASHBACK: in alternativa si può decidere di improntare l’incipit sulla tecnica di un flashback, riassumendo all’interno di una frase breve ma esaustiva, partendo dal momento della fine della vostra storia per poi improntare la successione di eventi che hanno condotto i protagonisti al quel medesimo finale. Questa tecnica è di comune utilizzo sia per i libri che per le pellicole cinematografiche, in grado di catturare la concentrazione del lettore invogliandolo a scoprire il contenuto della storia.

LEGGERE: uno dei consigli migliori rimane quello di leggere molto prima di cimentarsi nella stesura di un libro. Diversi generi e diversi autori vi aiuteranno ad acquisire tutte le informazioni necessarie, apprendendo diversi stili e metodi di impostazione iniziale, al fine di indirizzarvi verso la strada più incline e che meglio si presta alla vostra realizzazione.

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Cultura: Il grande successo dei libri per bambini

La lettura è un piacere curva acquisito fin da piccolissimi, per questo motivo sempre più genitori attenti acquistano per i loro bambini libri adatti all’infanzia. La lettura rappresenta infatti per l’infanzia oltre che un momento di svago anche un importante momento di apprendimento. I libri per bambini hanno un utile ruolo di supporto nell’educazione dei piccoli. Leggere ai bambini in fase prescolare o invitare loro alla lettura in età scolare è uno dei compiti primari dei genitori.

Libri per bambini per fasce d’età

I libri per bambini riportano in copertina la fascia d’età cui sono indirizzati. In questo modo i genitori sono sicuri di acquistare libri adatti per contenuti all’età del proprio piccolo. È molto importante controllare sempre la fascia d’età per non incorrere in una scelta sbagliata. Nei primi anni di vita i libri per l’infanzia sono spesso interattivi e basati soprattutto su immagini da colorare. Man mano che il bimbo cresce i libri iniziano ad introdurre concetti educativi di apprendimento di nozioni o insegnamenti su socialità e momenti di vita. Infine ci sono le intramontabili fiabe classiche che hanno allevato generazioni e generazioni di bambini non risultando mai superate. Chi non ha nella propria memoria di fanciulli le immagini di principesse e principi, draghi e castelli fatati? A volte criticate perché ritenute superate le favole di un tempo continuano ad incantare i bimbi moderni.

Libri di apprendimento per l’infanzia

I libri per l’infanzia di apprendimento sono di vario genere. Troviamo in commercio libri per iniziare a prendere confidenza con il mondo dei numeri, libri per apprendere le lingue straniere, libri per imparare a leggere, libri per apprendere i primi rudimenti di grammatica.

Libri per bambini: un trend sempre in crescita

Il segreto del nuovo grande successo dei libri per bambini è dato dal traino che ottengono dai cartoni animati televisivi. I bambini si appassionano ai loro personaggi di fantasia televisivi e poi vogliono leggerne le avventure nei libri. In questo modo la lettura viene veicolata dal mezzo televisivo che rende interessante ed invitante quest’attività.
Questo ha generato un grande successo dei libri per l’infanzia negli ultimi anni rispetto ai periodi precedenti. Le serie televisive dei cartoni animati diventano per i bimbi un richiamo irresistibile. I piccoli vogliono tenere vicino a sé i loro amici dei cartoni animati tramite i libri.

Cartoni animati e libri

Quali sono i libri di personaggi dei cartoni animati più amati? Praticamente quasi tutti. Un esempio fra tutti può essere la serie dei cartoni animati di Masha ed Orso. La protagonista dei libri per bambini di Masha ed Orso è proprio lei: Mascia, una simpatica e peperina bimba che vive nella foresta accudita dal suo amico Orso e dai tanti animaletti che vivono nei dintorni. Le avventure di Masha e Orso sono basate su una storia della tradizione russa. Il personaggio ha una vena comica che risulta gradita anche agli adulti che leggono le storie con i loro figli. I libri di Masha ed Orso stanno riscuotendo un grande successo, come del resto il personaggio dei cartoni animati. La serie d’animazione russa nata nel 2009 riscuote lo stesso successo anche nel prodotto editoriale. La simpatia di Masha e la bonarietà di Orso sono per i bambini elementi piacevoli di svago. I libri di Masha e Orso, come gli altri libri per l’infanzia, hanno una principale funzione didattica a educativa. Così sono presenti in commercio libri che insegnano a mangiare frutta e verdura o l’utile funzione della nanna. Insomma libri per divertirsi, imparare e crescere.

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Omaggio a “FOCO”

E’ morto Ennio Sardelli, uno dei piu’ noti ex partigiani fiorentini, simbolo della Resistenza in Toscana. Sardelli si e’ spento ieri pomeriggio all’ospedale San Luca Nuovo di Firenze all’eta’ di 82 anni. I funerali civili si terranno nella Cappella degli ex Barnabiti in via S. Agostino 23 alle ore 15.00 di domani (accanto alla sede della sezione Oltrarno dell’Anpi). Sardelli, conosciuto a Firenze come “Foco”, ovvero ”Fuoco”, e’ stato per oltre 28 anni, dal 1980, il presidente della piccola ma attiva sezione dell’Anpi Oltrarno. Solo nei mesi scorsi aveva purtroppo dovuto interrrompere, per gravi motivi di salute, la sua quotidiana presenza in sezione. Grande motivo di dolore per lui era stata la scomparsa nell’ottobre scorso della amata moglie Mina.

Il saluto romano? In San Babila è reato

Dal sito corriere.it

MILANO — Fare il «saluto romano »? Sebbene l’aria che tira sia quella dello sdoganamento di un gesto, derubricato a poco più che innocua intemperanza (ad esempio di recente nell’entusiasmo dei supporters di Alemanno in Campidoglio dopo la sua elezione a sindaco di Roma), può essere ancora reato di apologia di fascismo. Come pure gridare lo slogan «Camerati a chi? A noi!». O partecipare al coro «Me ne frego». Dipende dalle condizioni di contesto, dal teatro delle performance, dal «potenziale evocativo ». È questo il discrimine tracciato dalle motivazioni (depositate prima delle elezioni) di una sentenza con la quale il Tribunale di Milano il 20 dicembre scorso aveva condannato nove persone a pene comprese fra gli 8 e i 2 mesi, assolvendone altre dodici. Di fronte all’ottava sezione penale, nessuno degli imputati negava di aver fatto i gesti e intonato i cori attestati dai video della Digos e imputati dalla Procura a 21 dei 700 partecipanti alla manifestazione nazionale pubblica (con corteo in corso Venezia e comizio in piazza San Babila) organizzata dal Movimento Sociale-Fiamma Tricolore a Milano nel pomeriggio dell’11 marzo 2006, in un clima già teso per i gravi disordini provocati invece di mattina dal «corteo antifascista» di autonomi e centri sociali (costato 15 condanne a 4 anni per devastazione).

 

 

LE MOTIVAZIONI – L’interesse delle motivazioni sta nel fatto che esse distinguono tra i due tempi della manifestazione. Nel corteo di corso Venezia, benché di saluti romani e inni fascisti si fossero resi protagonisti alcuni degli impu-tati, scatta la loro assoluzione in quanto «si trattò di episodi isolati, che coinvolsero i manifestanti a gruppetti separati, senza che la gestualità o i canti abbiano (per compattezza, vistosità o intensità) presentato una coralità effettivamente suggestiva sulle folle». Qui i manifestanti esponevano «striscioni con rivendicazioni (come il diritto alla casa e la necessità del rispetto della legalità) dai contenuti squisitamente politici e legittimi», e sfilavano accanto ad altre persone «che non ostentavano simbologia fascista». Tutta diversa, per la relatrice delle motivazioni Concetta Locurto e i colleghi Tremolada e Rispoli, la valutazione di quegli stessi gesti e inni «nel momento cruciale del comizio» di Maurizio Boccacci «in piazza San Babila, luogo non irrilevante» perché «San Babila, in tutta Italia e soprattutto a Milano, è un luogo già di per sé fortemente simbolico: al di là della dimensione architettonica risalente all’epoca e allo stile del ventennio fascista, la piazza evoca un immediato collegamento con le formazioni “neofasciste” milanesi che, notoriamente, l’avevano eletta a loro trincea negli anni ’70». È qui, per i giudici, che saluti romani e inni cessano di essere «innocue parole o gesti che esprimano semplicemente il pensiero o il sentimento occasionale di un individuo», e passano invece a costituire «una rievocazione evidente dei contenuti e dei metodi del disciolto partito fascista, attraverso la spavalda ripetizione di gesti e invocazioni abituali accompagnata a una rivendicazione orgogliosa e compiaciuta delle proprie radici storico- politiche». È qui che diventa reato «una ritualità potentemente evocativa del clima del ventennio», una «chiara esortazione a manifestare pubblicamente quella stessa fede politica anche a dispetto dei divieti imposti dall’Autorità».