E’ partito dalla stazione Porta Nuova di Verona il corteo, «Per sconfiggere l’intolleranza, il razzismo», indetto dall’Assemblea cittadina per ricordare l’uccisione di Nicola Tommasoli. E’ aperto dallo striscione: «Nicola è ognuno di noi», ed è composto innanzitutto da realtà cittadine, centri sociali, associazioni, singoli cittadini, seguiti da alcune organizzazioni di immigrati, dai collettivi universitari, Anpi, Arcigay e Arcilesbica, Emergency e chiuso dalle forze politiche, Rinfondazione Comunista, Pdci, Sinistra Democratica, Sinistra Critica.

Una manifestazione che chiede a chi amministra la città, di non minimizzare le aggressioni e le violenze che avvengono in città, derubricandole a semplici liti o zuffe. Si denuncia il fatto che enti pubblici abbiano finanziato e patrocinato iniziative culturali e politiche di destra; si chiedono le dimissioni della Giunta veronese e del sindaco Flavio Tosi. I megafoni scandiscono: «Verona ha bisogno di pace, di comunicazione tra le persone, questa manifestazione serve a svegliare una città che troppe volte ha girato la testa, prendiamo la parola per una Verona libera dalla paura e dai fascismi, esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata».

Nei pressi di Porta Leoni, dove Nicola è stato aggredito, il corteo si è fermato: fermi gli slogan e la musica per osservare un minuto di silenzio. La manifestazione riparte alla volta di piazza Dante. Vengono distribuiti volantini con la lista delle aggressioni avvenute in città dal 2001 ad oggi, e l’appello lanciato dai genitori di Nicola contro la violenza, che dice:«Esortiamo giovani e studenti a non ascoltare le sirene che predicano i non valori, come prevaricazione e violenza» e continua «Vita vuol dire sacrificio per arrivare alla convivenza civile con l’altro anche se sconosciuto, bisognoso e straniero, solo così il nostro amato Nicola non sarà morto invano».

Anche il questore della città, Vincenzo Stigone, ha ricordato Nicola intervenendo oggi alla cerimonia per il 156esimo anniversario della fondazione della Polizia, «Un anno di grandissimo impegno costellato di importanti risultati che ci hanno ricompensato di grandi sacrifici profusi ma un anno anche difficile, con situazioni particolarmente complesse e delicate, che hanno tenuto spesso col fiato sospeso, specie in questi ultimi tempi. Un anno molto doloroso per i fatti accaduti recentemente che ci hanno profondamente colpito e amareggiato: la vicenda del povero Nicola, uno di quei casi che entra in profondità per non farsi più dimenticare». E ha aggiunto: «L’ho detto diverse volte, in altre città, lo ripeto oggi: se si eccede con la tolleranza, con l’indulgenza, non c’è da meravigliarsi che vi possa essere un crescendo di reati sempre più gravi».

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