Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
Comunicato Stampa ANPI Piacenza
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia / ANPI
Comitato Provinciale di Piacenza
Comitato Provinciale di Piacenza
OGGETTO : Presa di posizione in ordine alla decisione del sindaco e della giunta
di Pecorara di eliminare dalla toponomastica del comune Piazza XXV Aprile
di Pecorara di eliminare dalla toponomastica del comune Piazza XXV Aprile
“Il XXV Aprile è un anniversario ed un nome gioioso, perché ricorda la fine della seconda guerra mondiale, la sconfitta della Germania nazista, la soppressione del fascismo, il ritorno della pace e della libertà. Ma è anche un nome che ci invita a ricordare il baratro di distruzioni, sofferenze e lutti immani in cui l'Europa era stata precipitata dalla volontà di potenza e dalle pulsioni di violenza di movimenti e regimi politici totalitari e razzistici. Ed è infine un nome posto a doverosa memoria e riconoscenza di chi in quel tempo ha sentito il dovere ed ha avuto il coraggio di mettere volontariamente a rischio la propria vita per fronteggiare e debellare la barbarie.
A valorizzare il XXV Aprile, onorando la memoria dei combattenti e dei caduti del proprio territorio, dovrebbero quindi essere innanzitutto coloro che oggi presiedono ad istituzioni fondamentali della nostra democrazia, cioè gli amministratori dei Comuni. La nostra Anpi infatti ne ha sempre ricercato l'intesa e la collaborazione per le innumerevoli iniziative che promuove.
Anche l'annuale manifestazione a Pecorara l'abbiamo sempre organizzata in collaborazione con il Comune, senza badare alla caratterizzazione partitica degli amministratori. Proprio il territorio del comune di Pecorara fra l'altro è stato uno dei punti focali della lotta partigiana in provincia di Piacenza. Ha ospitato le prime bande di resistenti ed è poi diventata la sede del Comando e dei servizi logistici della più grande formazione partigiana piacentina, la Divisione Piacenza del comandante Fausto. Gli aerei degli Alleati anglo-americani vi hanno effettuato diversi lanci di materiali, destinati anche ai partigiani pavesi. Anche in conseguenza di questa intensa presenza di forze della Resistenza, quello di Pecorara è stato inoltre un territorio soggetto a pesanti incursioni e rastrellamenti delle forze militari nazifasciste. Con rischi, paure e sofferenze per tutta la popolazione e molti caduti partigiani: almeno venticinque, fra i quali il capo della missione alleata incaricato dei collegamenti radio, il lucchese Manfredo Bertini, alla cui memoria è stata poi conferita la medaglia d'oro al valor militare.
E non per caso il cappellano dei partigiani piacentini, don Giovanni Bruschi, ha voluto essere sepolto nel cimitero di Pecorara.
Riteniamo pertanto che gli amministratori comunali di Pecorara, di ogni parte politica, dovrebbero onorare il grande contributo del proprio territorio e dei propri cittadini alla lotta di Liberazione e operare per preservarne la memoria. Abbiamo quindi appreso quasi con incredulità la notizia che l'attuale sindaco, Franco Albertini, ha fatto approvare dalla sua giunta la cancellazione dalla toponomastica comunale di Piazza XXV Aprile, cioè del nome che in passato l'amministrazione aveva attribuito ad una delle due piazzette che si era riusciti a delimitare all’interno del vecchio abitato di Pecorara.
L'Anpi giudica e denuncia tale decisione come un atto di inaudita violenza alla memoria e alla storia. E ricorda che è solo dei regimi di potere totalitari e dispotici l'uso di cancellare certi nomi dai libri e dalla toponomastica nel tentativo di abolire i fatti storici non graditi.
Le motivazioni pretestuose e le modalità della decisione ne evidenziano ulteriormente la natura prevaricatrice. Il sindaco Albertini ha dichiarato infatti che si è voluto cambiare nome alla Piazza XXV Aprile per valorizzare un personaggio che ha dato lustro a Pecorara. Ma al cardinale Iacopo in questione - il cui rapporto con il territorio di Pecorara consisterebbe nell'esserne stato, nel XIII secolo, titolare di diritti e rendite feudali - è già intitolata l'altra piazzetta del capoluogo, quella più significativa perché vi insistono il Municipio e la Chiesa parrocchiale. Inoltre, come è stato fatto rilevare dalla minoranza consiliare di Pecorara, la fretta di cancellare "Piazza XXV Aprile" ha portato la giunta ad assumere un atto illegittimo. La vigente normativa di legge non permette infatti che i nomi delle vie e delle piazze, considerate un bene culturale pubblico, possano essere cambiati semplicemente al cambiare del colore politico delle giunte. Sono indispensabili ineccepibili motivazioni ed il consenso della Soprintendenza regionale ai Beni Culturali.
Pertanto, l'Anpi di Piacenza difenderà anche sul terreno del diritto la permanenza a Pecorara di Piazza XXV Aprile, ma innanzitutto si rivolge, sollecitando un pronunciamento ed un impegno a difesa della memoria e dei valori della Resistenza antifascista e della lotta di Liberazione, a tutte le forze che si riconoscono nella Costituzione della nostra Repubblica che da quei valori è nata. A tal fine questa presa di posizione sarà inviata ai Sindaci della provincia e agli esponenti provinciali delle istituzioni pubbliche democratiche.
Ma vogliamo anche rivolgerci direttamente al sindaco Albertini e agli altri uomini che reggono l'amministrazione del Comune di Pecorara. Se è effettivamente vero, come dichiarato, che l'intenzione non era quello di cancellare il significato del 25 Aprile, e se la decisione presa è stata forse la conseguenza di una qualche improntitudine di un sindaco nato, come ha voluto precisare, nel 1966, e quindi meno in grado di cogliere i sentimenti di chi ha vissuto e combattuto il fascismo, ebbene, si lasci allora che la deliberazione illegittima assunta decada senza effetti, si eviti di coinvolgere in polemiche le iniziative previste per i prossimi mesi attorno alla figura del cardinale Jacopo, lasciando alla memoria dell'alto prelato la piazza che già porta il suo nome e Piazza XXV Aprile a memoria dell’evento da cui è nata la nostra Repubblica e la sua Costituzione. Siamo certi che cosi facendo gli amministratori del comune di Pecorara rappresenteranno meglio anche i sentimenti dei loro cittadini che, ad esempio, solo pochi mesi fa, il 26 luglio 2009, con l'apposizione di un targa in marmo nel centro abitato di Cicogni, hanno voluto ravvivare e conservare il ricordo di tre ragazzi italiani uccisi dai nazifascisti - Alfio Anastasi di Arcireale, Sunter Foglia di Trivero di Vicenza, Tarcisio Gamba di Mazzo di Valtellina - incidendo sulla targa " Qui morirono per la libertà e l'onore del nostro Paese".
L'Anpi di Piacenza nel calendario delle sue iniziative per questo 2010 ha ipotizzato di caratterizzare la manifestazione commemorativa dei caduti partigiani nel comune di Pecorara, che tradizionalmente si tiene nel mese di maggio, con un convegno interprovinciale rivolto a ripercorrere storicamente l'insieme degli eventi della Resistenza in questo territorio, esaminando anche aspetti critici di tali eventi. Prossimamente avremmo avanzato la nostra proposta al sindaco Albertini, per concordarne i particolari e realizzarla in collaborazione con il Comune. Ci auguriamo che la casa possa ancora avvenire. Ma se il sindaco e la giunta persistono nella decisione di cancellare Piazza XXV Aprile nessuno rapporto nostro sarà più possibile con questa compagine amministrativa e nel contempo compiremo ogni sforzo perché nella prevista scadenza di maggio proprio in tale piazza una manifestazione interprovinciale degli antifascisti e democratici proponga con grande voce i valori che il XXV Aprile rappresenta.
A valorizzare il XXV Aprile, onorando la memoria dei combattenti e dei caduti del proprio territorio, dovrebbero quindi essere innanzitutto coloro che oggi presiedono ad istituzioni fondamentali della nostra democrazia, cioè gli amministratori dei Comuni. La nostra Anpi infatti ne ha sempre ricercato l'intesa e la collaborazione per le innumerevoli iniziative che promuove.
Anche l'annuale manifestazione a Pecorara l'abbiamo sempre organizzata in collaborazione con il Comune, senza badare alla caratterizzazione partitica degli amministratori. Proprio il territorio del comune di Pecorara fra l'altro è stato uno dei punti focali della lotta partigiana in provincia di Piacenza. Ha ospitato le prime bande di resistenti ed è poi diventata la sede del Comando e dei servizi logistici della più grande formazione partigiana piacentina, la Divisione Piacenza del comandante Fausto. Gli aerei degli Alleati anglo-americani vi hanno effettuato diversi lanci di materiali, destinati anche ai partigiani pavesi. Anche in conseguenza di questa intensa presenza di forze della Resistenza, quello di Pecorara è stato inoltre un territorio soggetto a pesanti incursioni e rastrellamenti delle forze militari nazifasciste. Con rischi, paure e sofferenze per tutta la popolazione e molti caduti partigiani: almeno venticinque, fra i quali il capo della missione alleata incaricato dei collegamenti radio, il lucchese Manfredo Bertini, alla cui memoria è stata poi conferita la medaglia d'oro al valor militare.
E non per caso il cappellano dei partigiani piacentini, don Giovanni Bruschi, ha voluto essere sepolto nel cimitero di Pecorara.
Riteniamo pertanto che gli amministratori comunali di Pecorara, di ogni parte politica, dovrebbero onorare il grande contributo del proprio territorio e dei propri cittadini alla lotta di Liberazione e operare per preservarne la memoria. Abbiamo quindi appreso quasi con incredulità la notizia che l'attuale sindaco, Franco Albertini, ha fatto approvare dalla sua giunta la cancellazione dalla toponomastica comunale di Piazza XXV Aprile, cioè del nome che in passato l'amministrazione aveva attribuito ad una delle due piazzette che si era riusciti a delimitare all’interno del vecchio abitato di Pecorara.
L'Anpi giudica e denuncia tale decisione come un atto di inaudita violenza alla memoria e alla storia. E ricorda che è solo dei regimi di potere totalitari e dispotici l'uso di cancellare certi nomi dai libri e dalla toponomastica nel tentativo di abolire i fatti storici non graditi.
Le motivazioni pretestuose e le modalità della decisione ne evidenziano ulteriormente la natura prevaricatrice. Il sindaco Albertini ha dichiarato infatti che si è voluto cambiare nome alla Piazza XXV Aprile per valorizzare un personaggio che ha dato lustro a Pecorara. Ma al cardinale Iacopo in questione - il cui rapporto con il territorio di Pecorara consisterebbe nell'esserne stato, nel XIII secolo, titolare di diritti e rendite feudali - è già intitolata l'altra piazzetta del capoluogo, quella più significativa perché vi insistono il Municipio e la Chiesa parrocchiale. Inoltre, come è stato fatto rilevare dalla minoranza consiliare di Pecorara, la fretta di cancellare "Piazza XXV Aprile" ha portato la giunta ad assumere un atto illegittimo. La vigente normativa di legge non permette infatti che i nomi delle vie e delle piazze, considerate un bene culturale pubblico, possano essere cambiati semplicemente al cambiare del colore politico delle giunte. Sono indispensabili ineccepibili motivazioni ed il consenso della Soprintendenza regionale ai Beni Culturali.
Pertanto, l'Anpi di Piacenza difenderà anche sul terreno del diritto la permanenza a Pecorara di Piazza XXV Aprile, ma innanzitutto si rivolge, sollecitando un pronunciamento ed un impegno a difesa della memoria e dei valori della Resistenza antifascista e della lotta di Liberazione, a tutte le forze che si riconoscono nella Costituzione della nostra Repubblica che da quei valori è nata. A tal fine questa presa di posizione sarà inviata ai Sindaci della provincia e agli esponenti provinciali delle istituzioni pubbliche democratiche.
Ma vogliamo anche rivolgerci direttamente al sindaco Albertini e agli altri uomini che reggono l'amministrazione del Comune di Pecorara. Se è effettivamente vero, come dichiarato, che l'intenzione non era quello di cancellare il significato del 25 Aprile, e se la decisione presa è stata forse la conseguenza di una qualche improntitudine di un sindaco nato, come ha voluto precisare, nel 1966, e quindi meno in grado di cogliere i sentimenti di chi ha vissuto e combattuto il fascismo, ebbene, si lasci allora che la deliberazione illegittima assunta decada senza effetti, si eviti di coinvolgere in polemiche le iniziative previste per i prossimi mesi attorno alla figura del cardinale Jacopo, lasciando alla memoria dell'alto prelato la piazza che già porta il suo nome e Piazza XXV Aprile a memoria dell’evento da cui è nata la nostra Repubblica e la sua Costituzione. Siamo certi che cosi facendo gli amministratori del comune di Pecorara rappresenteranno meglio anche i sentimenti dei loro cittadini che, ad esempio, solo pochi mesi fa, il 26 luglio 2009, con l'apposizione di un targa in marmo nel centro abitato di Cicogni, hanno voluto ravvivare e conservare il ricordo di tre ragazzi italiani uccisi dai nazifascisti - Alfio Anastasi di Arcireale, Sunter Foglia di Trivero di Vicenza, Tarcisio Gamba di Mazzo di Valtellina - incidendo sulla targa " Qui morirono per la libertà e l'onore del nostro Paese".
L'Anpi di Piacenza nel calendario delle sue iniziative per questo 2010 ha ipotizzato di caratterizzare la manifestazione commemorativa dei caduti partigiani nel comune di Pecorara, che tradizionalmente si tiene nel mese di maggio, con un convegno interprovinciale rivolto a ripercorrere storicamente l'insieme degli eventi della Resistenza in questo territorio, esaminando anche aspetti critici di tali eventi. Prossimamente avremmo avanzato la nostra proposta al sindaco Albertini, per concordarne i particolari e realizzarla in collaborazione con il Comune. Ci auguriamo che la casa possa ancora avvenire. Ma se il sindaco e la giunta persistono nella decisione di cancellare Piazza XXV Aprile nessuno rapporto nostro sarà più possibile con questa compagine amministrativa e nel contempo compiremo ogni sforzo perché nella prevista scadenza di maggio proprio in tale piazza una manifestazione interprovinciale degli antifascisti e democratici proponga con grande voce i valori che il XXV Aprile rappresenta.
Piacenza, 16 gennaio 2010. La presidenza dell’ANPI provinciale di Piacenza








