Cultura: I migliori libri sulle auto

L‘automobile ha sempre rappresentato una conquista dell’uomo, un sogno diventato realtà, quello di dotarsi di gambe che permettano di correre veloci, di percorrere lunghe distanze senza fatica e in pochissimo tempo. Ma l’auto è diventata presto uno status symbol, una sorta di cartina di tornasole che differenzia il livello socio economico raggiunto, fino ai giorni nostri, dove l’auto ha ripreso maggiormente il ruolo di mezzo di trasporto, e dove la tecnologia è più a portata di tutti. Oggi comprare un’auto è diventato più facile, anche grazie alla crescita del settore delle auto usate, grazie a siti specializzati come certificauto.it. Vediamo alcuni libri improntati sulle auto, sulla loro storia e su come hanno conquistato il mondo dello sport.

Storia dell’auto

Il primo libro consigliato è Grande libro dell’automobile, autori vari, che raggruppa tre volumi dedicati all’automobile, con la sua storia, e con i personaggi e i modelli che hanno lasciato il segno nell’ultimo secolo. Formula 1, auto classiche, cabriolet, le invenzioni, il progresso tecnologico, tutto è trattato con dovizia di particolari, senza lasciare nulla al caso. Un libro consigliato a chi vuole conoscere tutto il mondo che ruota attorno all’automobile, dalla sua invenzione ai giorni nostri.

Un altro libro molto interessante è Enciclopedia dell’automobile, di Ruiz Marco. Anche qui si narra la storia dell’automobile e la sua evoluzione, ma vengono affrontato in maniera approfondita gli aspetti economici e sociali, e il forte ruolo che l’automobile ha avuto a riguardo.

Un libro sicuramente originale è I nomi delle automobili, di Enzo Caffarelli, dove viene trattato in maniera approfondita l’origine dei marchi aziendali e dei nomi delle auto. Da dove nascono i nomi dati alle auto, i perché, quali sono stati quelli più fortunati e famosi. Un modo diverso, ma allo stesso tempo istruttivo, per imparare la storia dell’auto.

Auto e sport

Apriamo il tema sport e automobile con Ferrari, mio padre, di Piero Ferrarie Leo Turrini; il dietro le quinte del mito Enzo Ferrari, raccontato dal figlio Piero al giornalista. Dietro una leggenda c’è un uomo sovrastato dalla sua creazione, la Ferrari, prodigio industriale che ha conquistato tutto il mondo per la sua bellezza e la perfezione tecnologica.

Altro libro consigliatissimo per gli appassionati dell’automobilismo è Tazio Nuvolari. Una vita senza freni, di Massimo Russo, che celebra il mito assoluto, riconosciuto tale in tutto il mondo, del pilota per eccellenza, colui che sfidò la sorte con auto e moto sempre più potenti, guidando oltre ogni limite, vincendo tutto quello che si poteva vincere, amato da tutti, osannato dai Ferrari, dai Porsche, definito “il miglior pilota di ieri, di oggi e di domani”.

Chiudiamo con un omaggio a un grandissimo pilota dei nostri tempi, Michael Schumacher: Simply the best, di Beppe Donazzan. Nel suo palmarès sette titoli mondiali in Formula 1, 91 successi e 68 pole position, con record che ancora oggi rimangono imbattuti. il 1° maggio 1994 fu testimone della tragedia di Senna, e nel ’96 fu chiamato ad essere il pilota Ferrari. Dopo un difficile avvio, conquistò il cuore degli italiani a suon di vittorie e di gare memorabili, conquistando cinque titoli mondiali consecutivi dal 2000 al 2004. Un pilota, ma anche un uomo che lascia il segno positivo anche fuori pista, fino al tragico beffardo e sfortunato incidente con gli scii.

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Cultura: Libri sulle piscine, 5 letture da non perdere

Quando si decide di realizzare una piscina in giardino, sono tante le domande che ci si pone a riguardo. Quali saranno i lavori da effettuare, meglio scegliere tra piscine esterne o interne, quale copertura invernale sarà più opportuna, ma anche come effettuare la manutenzione, particolari che, spesso, a chi non ha mai avuto una piscina, sfuggono. In soccorso dei neofiti però ci sono diversi libri a tema che possono tornare veramente utili se si vuole davvero avere cura di una piscina e sfruttarla al meglio delle sue potenzialità. Vediamo i migliori libri sulle piscine disponibili sul mercato.

Piscina, istruzioni per l’uso

Questo libro è un vero manuale redatto con estrema dovizia di particolari da Sandro Tieghi ed edito da Nuovi Autori per la collana Manuali. Il libro è quindi un esaustivo manuale teorico e pratico che aiuta a gestire nel modo più corretto e responsabile la piscina. Consigli facili da applicare scritti con un linguaggio semplice e scorrevole. Ideale per chi non ha la minima idea di come ci si prenda cura di una piscina.

Igiene in piscina

Igiene in piscina è il libro di Erica Leoni che, dopo oltre 15 anni dalla sua ultime edizione, è ancora un punto di riferimento più che valido per questo specifico settore. Nel volume vengono presi in esame tutti gli aspetti correlati ai rischi sanitari che si corrono in una piscina natatoria. In questo caso quindi abbiamo un libro che ci può dare ottimi spunti se frequentiamo, per esempio, una piscina condominiale o di un residence. Vengono affrontate per tanto tematiche anche molto specifiche, come per esempio l’analisi fisico-chimica dell’acqua della piscina, così come un’attenta panoramica delle misure di prevenzione attuabili. Insomma, un compendio di nozioni e consigli per sfruttare al meglio una piscina condivisa.

Piscine. Progettazione. Costruzione. Manutenzione

Questo libro, scritto da Rossana Prola, è un vero vademecum che accompagna il lettore fin dalla progettazione alla realizzazione della piscina. Una sezione è interamente dedicata alle normative vigenti che regolano la realizzazione delle piscine interrate, con cenni alle leggi regionali nonché alle norme UNI. Si descrive poi il sistema di trattamento delle acque, con schemi molto facili da consultare. Vi è, infine, una sezione dedicata alle operazioni di manutenzione con esempi pratici anche per chi non ha mai avuto esperienza.

Biopiscine: Progettazione ed esecuzione. Tecniche, normativa

Per chi ama le costruzioni biotecnologiche e a basso impatto sull’ambiente, questo è il libro ideale. Il volume di Mauro Lajo e Paul Luther, infatti, descrive le principali tecniche costruttive che consentono di realizzare piscine senza l’utilizzo del cemento armato e che per la depurazione delle acque sfruttano le proprietà depurative di alcune piante, di filtri a ghiaia, lavici, e microorganismi. Si crea dunque un sistema in naturale equilibrio in grado di mantenere l’acqua sempre pura e pulita. Un manuale pratico e molto accurato redatto da tecnici specializzati in questo ambito. La semplicità dell’esposizione, la presenza di spiegazioni corredate da esempi, rendono questo volume di facile consultazione, ma sicuramente più adatto a chi ha già una discreta conoscenza del mondo delle piscine.

Giardini e piscine d’autore

Per i più sofistici, nonché amanti dell’estetica, il volume Giardini e piscine d’autore di Alessandra Coppa è un prezioso contributo per chi deve progettare e realizzare la piscina contemporanea.

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Cultura: Scrivere un Libro: come fare e come iniziare

La stesura dell’inizio di un libro rappresenta una delle parti fondamentali dell’intera opera che andrete a proporre al lettore. Molto spesso le idee iniziali sono ottime, ma trascrivere il tutto potrebbe invece diventare una fonte di stress e insicurezza. Sarà necessario partire con il piede giusto, realizzando un incipit accattivante e completo, in grado di coinvolgere da subito il lettore. La prima pagina di un libro decreterà o meno l’acquisto dello stesso e questo è ciò che succede generalmente nella maggior parte dei casi. Provate voi stessi a soffermarvi e a riflettere: quante volte vi è capitato all’interno di una libreria di sfogliare le prime pagine di un volume, decidendo in questo modo se aggiungerlo alla lista dei vostri acquisti?

La primissima pagina di un libro metterà in funzione una serie di conseguenze, ma altrettanto importante sarà proseguire nella storia con il piede giusto. Come iniziare a scrivere un libro? Vediamo alcuni consigli, utili soprattutto per chi non sa da dove iniziare.

CONSIGLI SU COME INIZIARE LA STESURA DI UN LIBRO

La prima parte di un libro si rivela spesso la più difficile da mettere in pratica, nonostante l’afflusso di idee e l’originalità della storia che andrete a creare. L’incipit dovrà essere impostato come una copertina d’acquisto, come la copertina cattura la vista del lettore e la sinossi sul retro spinge la curiosità a ricercare i primi scritti contenuti all’interno. Le prime impressioni giocheranno un ruolo fondamentale nella scelta dell’acquisto del vostro libro, allo stesso modo in cui il potere di seduzione riesce a coinvolgere i sensi di due persone, ancor prima di entrare in stretta confidenza fra loro.

Vi sembrerà strano ma è esattamente così, le prime righe della pagina del vostro libro cattureranno o allontaneranno il possibile pubblico dal vostro romanzo, libro di poesie, racconti, a seconda del genere realizzato. Seguire alcuni consigli potrebbe rivelarsi estremamente utile prima durante questa prima fase inziale.

PREPOSIZIONE SEMPLICE O ARTICOLATA: l’esordio della prima fase dell’incipit si rivelerà decisivo. La scelta può ricadere su di una preposizione semplice oppure articolata, entrambe di senso compiuto, ma nel caso della preposizione articolata potrete riuscire ad aggiunger sfumature e particolari in grado di attrarre il lettore.

MEDIAS RES: molti libri si basano su incipit in “medias res”, ovvero su un’azione che si trova già all’interno dell’accaduto, anticipando eventi e spiegazioni che potranno essere appresi dal lettore solamente proseguendo nella lettura. Inizi di questo tipo celano in poche parole una situazione scioccante che si snoderà in seguito, servendosi di preposizioni articolate in grado di lasciare delle domande aperte nella mente del lettore.

FLASHBACK: in alternativa si può decidere di improntare l’incipit sulla tecnica di un flashback, riassumendo all’interno di una frase breve ma esaustiva, partendo dal momento della fine della vostra storia per poi improntare la successione di eventi che hanno condotto i protagonisti al quel medesimo finale. Questa tecnica è di comune utilizzo sia per i libri che per le pellicole cinematografiche, in grado di catturare la concentrazione del lettore invogliandolo a scoprire il contenuto della storia.

LEGGERE: uno dei consigli migliori rimane quello di leggere molto prima di cimentarsi nella stesura di un libro. Diversi generi e diversi autori vi aiuteranno ad acquisire tutte le informazioni necessarie, apprendendo diversi stili e metodi di impostazione iniziale, al fine di indirizzarvi verso la strada più incline e che meglio si presta alla vostra realizzazione.

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Cultura: Il grande successo dei libri per bambini

La lettura è un piacere curva acquisito fin da piccolissimi, per questo motivo sempre più genitori attenti acquistano per i loro bambini libri adatti all’infanzia. La lettura rappresenta infatti per l’infanzia oltre che un momento di svago anche un importante momento di apprendimento. I libri per bambini hanno un utile ruolo di supporto nell’educazione dei piccoli. Leggere ai bambini in fase prescolare o invitare loro alla lettura in età scolare è uno dei compiti primari dei genitori.

Libri per bambini per fasce d’età

I libri per bambini riportano in copertina la fascia d’età cui sono indirizzati. In questo modo i genitori sono sicuri di acquistare libri adatti per contenuti all’età del proprio piccolo. È molto importante controllare sempre la fascia d’età per non incorrere in una scelta sbagliata. Nei primi anni di vita i libri per l’infanzia sono spesso interattivi e basati soprattutto su immagini da colorare. Man mano che il bimbo cresce i libri iniziano ad introdurre concetti educativi di apprendimento di nozioni o insegnamenti su socialità e momenti di vita. Infine ci sono le intramontabili fiabe classiche che hanno allevato generazioni e generazioni di bambini non risultando mai superate. Chi non ha nella propria memoria di fanciulli le immagini di principesse e principi, draghi e castelli fatati? A volte criticate perché ritenute superate le favole di un tempo continuano ad incantare i bimbi moderni.

Libri di apprendimento per l’infanzia

I libri per l’infanzia di apprendimento sono di vario genere. Troviamo in commercio libri per iniziare a prendere confidenza con il mondo dei numeri, libri per apprendere le lingue straniere, libri per imparare a leggere, libri per apprendere i primi rudimenti di grammatica.

Libri per bambini: un trend sempre in crescita

Il segreto del nuovo grande successo dei libri per bambini è dato dal traino che ottengono dai cartoni animati televisivi. I bambini si appassionano ai loro personaggi di fantasia televisivi e poi vogliono leggerne le avventure nei libri. In questo modo la lettura viene veicolata dal mezzo televisivo che rende interessante ed invitante quest’attività.
Questo ha generato un grande successo dei libri per l’infanzia negli ultimi anni rispetto ai periodi precedenti. Le serie televisive dei cartoni animati diventano per i bimbi un richiamo irresistibile. I piccoli vogliono tenere vicino a sé i loro amici dei cartoni animati tramite i libri.

Cartoni animati e libri

Quali sono i libri di personaggi dei cartoni animati più amati? Praticamente quasi tutti. Un esempio fra tutti può essere la serie dei cartoni animati di Masha ed Orso. La protagonista dei libri per bambini di Masha ed Orso è proprio lei: Mascia, una simpatica e peperina bimba che vive nella foresta accudita dal suo amico Orso e dai tanti animaletti che vivono nei dintorni. Le avventure di Masha e Orso sono basate su una storia della tradizione russa. Il personaggio ha una vena comica che risulta gradita anche agli adulti che leggono le storie con i loro figli. I libri di Masha ed Orso stanno riscuotendo un grande successo, come del resto il personaggio dei cartoni animati. La serie d’animazione russa nata nel 2009 riscuote lo stesso successo anche nel prodotto editoriale. La simpatia di Masha e la bonarietà di Orso sono per i bambini elementi piacevoli di svago. I libri di Masha e Orso, come gli altri libri per l’infanzia, hanno una principale funzione didattica a educativa. Così sono presenti in commercio libri che insegnano a mangiare frutta e verdura o l’utile funzione della nanna. Insomma libri per divertirsi, imparare e crescere.

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Omaggio a “FOCO”

E’ morto Ennio Sardelli, uno dei piu’ noti ex partigiani fiorentini, simbolo della Resistenza in Toscana. Sardelli si e’ spento ieri pomeriggio all’ospedale San Luca Nuovo di Firenze all’eta’ di 82 anni. I funerali civili si terranno nella Cappella degli ex Barnabiti in via S. Agostino 23 alle ore 15.00 di domani (accanto alla sede della sezione Oltrarno dell’Anpi). Sardelli, conosciuto a Firenze come “Foco”, ovvero ”Fuoco”, e’ stato per oltre 28 anni, dal 1980, il presidente della piccola ma attiva sezione dell’Anpi Oltrarno. Solo nei mesi scorsi aveva purtroppo dovuto interrrompere, per gravi motivi di salute, la sua quotidiana presenza in sezione. Grande motivo di dolore per lui era stata la scomparsa nell’ottobre scorso della amata moglie Mina.

Il saluto romano? In San Babila è reato

Dal sito corriere.it

MILANO — Fare il «saluto romano »? Sebbene l’aria che tira sia quella dello sdoganamento di un gesto, derubricato a poco più che innocua intemperanza (ad esempio di recente nell’entusiasmo dei supporters di Alemanno in Campidoglio dopo la sua elezione a sindaco di Roma), può essere ancora reato di apologia di fascismo. Come pure gridare lo slogan «Camerati a chi? A noi!». O partecipare al coro «Me ne frego». Dipende dalle condizioni di contesto, dal teatro delle performance, dal «potenziale evocativo ». È questo il discrimine tracciato dalle motivazioni (depositate prima delle elezioni) di una sentenza con la quale il Tribunale di Milano il 20 dicembre scorso aveva condannato nove persone a pene comprese fra gli 8 e i 2 mesi, assolvendone altre dodici. Di fronte all’ottava sezione penale, nessuno degli imputati negava di aver fatto i gesti e intonato i cori attestati dai video della Digos e imputati dalla Procura a 21 dei 700 partecipanti alla manifestazione nazionale pubblica (con corteo in corso Venezia e comizio in piazza San Babila) organizzata dal Movimento Sociale-Fiamma Tricolore a Milano nel pomeriggio dell’11 marzo 2006, in un clima già teso per i gravi disordini provocati invece di mattina dal «corteo antifascista» di autonomi e centri sociali (costato 15 condanne a 4 anni per devastazione).

 

 

LE MOTIVAZIONI – L’interesse delle motivazioni sta nel fatto che esse distinguono tra i due tempi della manifestazione. Nel corteo di corso Venezia, benché di saluti romani e inni fascisti si fossero resi protagonisti alcuni degli impu-tati, scatta la loro assoluzione in quanto «si trattò di episodi isolati, che coinvolsero i manifestanti a gruppetti separati, senza che la gestualità o i canti abbiano (per compattezza, vistosità o intensità) presentato una coralità effettivamente suggestiva sulle folle». Qui i manifestanti esponevano «striscioni con rivendicazioni (come il diritto alla casa e la necessità del rispetto della legalità) dai contenuti squisitamente politici e legittimi», e sfilavano accanto ad altre persone «che non ostentavano simbologia fascista». Tutta diversa, per la relatrice delle motivazioni Concetta Locurto e i colleghi Tremolada e Rispoli, la valutazione di quegli stessi gesti e inni «nel momento cruciale del comizio» di Maurizio Boccacci «in piazza San Babila, luogo non irrilevante» perché «San Babila, in tutta Italia e soprattutto a Milano, è un luogo già di per sé fortemente simbolico: al di là della dimensione architettonica risalente all’epoca e allo stile del ventennio fascista, la piazza evoca un immediato collegamento con le formazioni “neofasciste” milanesi che, notoriamente, l’avevano eletta a loro trincea negli anni ’70». È qui, per i giudici, che saluti romani e inni cessano di essere «innocue parole o gesti che esprimano semplicemente il pensiero o il sentimento occasionale di un individuo», e passano invece a costituire «una rievocazione evidente dei contenuti e dei metodi del disciolto partito fascista, attraverso la spavalda ripetizione di gesti e invocazioni abituali accompagnata a una rivendicazione orgogliosa e compiaciuta delle proprie radici storico- politiche». È qui che diventa reato «una ritualità potentemente evocativa del clima del ventennio», una «chiara esortazione a manifestare pubblicamente quella stessa fede politica anche a dispetto dei divieti imposti dall’Autorità».

Pestaggio di Verona

Dal sito Corriere.it

Pestaggio di Verona, 19enne si costituisce

E’ un ultrà neofascista: si è presentato alla Digos dopo che gli agenti avevano stretto il cerchio attorno a lui

VERONA – Mentre restano gravisime le condizioni di Nicola Tommasoli, il tecnico di 29 anni picchiato da un gruppo di balordi in centro a Verona la notte del Primo maggio, un giovane di 19 anni si è costituito e ha già confessato di essere coinvolto nell’aggressione. Altri due presunti responsabili del pestaggio sono invece ricercati all’estero.

ULTRA’ NEOFASCISTA – Il giovane è un ultrà neofascista che, a quanto risulta alla polizia, è già stato responsabile di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi. Il 19enne, che apparterrebbe ad una famiglia benestante della città, si è costituito presso la Digos di Verona dopo che i poliziotti avevano di fatto stretto il cerchio attorno a lui. Accompagnato da un avvocato di fiducia, il ragazzo ha così confessato davanti ai magistrati. In passato, a quanto si è appreso, era stato sottoposto a Daspo, ovvero il divieto di accedere a manifestazioni sportive, previsto proprio dalle norme studiate ad hoc contro la violenza negli stadi. Dopo essere stato sentito è stato trasferito in carcere.
Un anno fa la banda di cui farebbe parte il giovane fermato per l’aggressione a Nicola Tommasoli era stata individuata dalla Digos della Polizia di Verona perché perseguitava i «diversi»: gente di colore, cittadini del meridione ma anche persone vestite, secondo la banda, non in maniera dignitosa.

DUE AGGRESSORI ANCORA DA IDENTIFICARE – Un fermato, due altri individuati, due invece ancora del tutto da identificare. Nelle indagini sulla brutale aggressione a Verona a Nicola Tommasoli mancano ancora all’appello gli ultimi due giovani del gruppo di cinque aggressori. Di loro, secondo fonti investigative, mancano ancora le identità, e il 20enne costituitosi alla Questura di Verona non avrebbe fornito elementi per arrivare alla loro individuazione. Il gruppetto, appartenente all’area dell’estrema destra veronese, sarebbe costituito tutto da giovani coetanei, intorno ai 20 anni. I due che sono riusciti a sottrarsi per il momento alla cattura, sempre secondo le stesse fonti, sarebbero fuggiti all’estero probabilmente in automobile.

L’AVVOCATO: UNA LITE DEGENARATA, NON VOLEVA UCCIDERE – Di certo non voleva uccidere e si sarebbe trattato di una lite degenerata quella avvenuta a Verona la notte tra il 30 ed il primo maggio a Verona e che ha portato al pestaggio di Nicola Tommasoli, ridotto in fin di vita. E’ questa la tesi riferita all’agenzia Adkronos da legale del giovane 19enne, sulla cui identità gli investigatori mantengono il massimo riserbo. Si attende un nuovo interrogatorio, ha spiegato il legale, e sopratutto la contestazione del reato; l’accusa infatti potrebbe sfociare in omicidio volontario o preterintezionale qualora Tommasoli, per le gravi ferite riportate, non ce la faccia a sopravvivere. Il legale ha poi detto che i genitori del giovane che si è costituito sono affranti. Secondo l’avvocato «ci troviamo davanti ad una vicenda che ha piu vittime, la situazione è drammatica e i genitori dobbiamo tutelarli: sono distrutti da questa situazione che è spaventosa». Il ragazzo, che frequenta regolarmente il liceo classico, avrebbe riferito agli inquirenti di essere stato lì al momento della rissa (bollata come banale litigio) e per questo motivo si è presentato.

CONDIZIONI ANCORA DISPERATE – Lo stesso Tommasoli continua intanto a lottare contro al morte nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Borgo Trento: momenti di angoscia per i genitori che sono al suo capezzale chiusi assieme agli amici più cari in una stanza accanto al figlio. «Sono realista non voglio illudermi – dice il papà Luca che si aggrappa a ogni flebile speranza -. I medici dicono che c’è stata una piccola ripresa poi rientrata. Non so che pensare».

FRONTE VENETO SKINHEADS: «NON SONO DEI NOSTRI » – Il Veneto Fronte Skinheads, per voce del presidente Giordano Caracino, esclude che il ragazzo fermato a Verona per l’aggressione a Nicola Tommasoli faccia parte del proprio movimento. «Il ragazzo – afferma – dalle informazioni che abbiamo, non fa parte del Fvs, non lo conosciamo. Non basta avere i capelli corti, un bomber o avere certe idee per far parte del nostro movimento». «Noi – aggiunge Caracino – prendiamo le distanze in maniera categorica dall’accaduto e dalle persone che l’hanno compiuto. Si fa presto a mettere insieme due nomi e delle sigle per tirare in ballo la nostra associazione». «Stiamo valutando come muoverci – afferma ancora Caracino – per per diffidare chiunque dall’affiancare il nostro movimento al fatto di Verona». Caracino, padovano, è presidente del Veneto Fronte Skinheads dall’ottobre del 2006. Secondo Caracino il movimento di estrema destra conta su alcune centinaia di aderenti.

La Resistenza si tocca, anzi si scalpella

«Aviere Faedda Mario. Rsi Fenu Antonino. Soldato Fois Paolo. Partigiano Foriesi Giuseppino». «Alghero ai suoi caduti, che donarono la vita perché l’Italia fosse libera e giusta». La lapide è nuova di zecca, è stata inaugurata poche settimane fa, con tanto di porporato e acquasanta. Non siamo nel cuore nero del Veneto, siamo ad Alghero, angolo dei caraibi sardi. Tutt’altro clima. E infatti la lapide, commissionata dal sindaco Marco Tedde, è persino goffa, nel suo revisionismo balneare. Tutti uguali, secondo il sindaco e lo scalpellino. Tutti morti «perché l’Italia fosse libera e giusta». Peccato che l’Italia che volevano i ragazzi di Salò non era né libera né giusta. La polemica viene da lontano, e non era di destra il presidente della camera che la aprì per primo. E siccome de mortuis nihil, parliamo dei vivi. Di Tedde, per esempio. Un (ex) tranquillo forzista, un ex socialista della catalogna sarda. Un moderato, a suo modo, almeno finora. Poi ha pensato di essere un fine fiutatore dell’aria che tira, un oculato lettore dei tempi che corrono. Ha percepito che tornava l’ordine nazionalberlusconiano. E che di questa ordinovella Italia, anche lui voleva essere, nel suo piccolo, pioniere. Il suo primo exploit è stato il 25 aprile, quando ha vietato alla banda cittadina di suonare ‘Bella ciao’ nelle commemorazioni della Liberazione. Un boomerang: molti cittadini hanno seguito la banda, e quando tacevano i tromboni, quelli intonavano ‘bella ciao’. I media hanno raccontato la sfida musicalpolitica, l’impacciato primo cittadino è finito in un mare di ridicolo. Questa volta c’è un po’ meno da ridere. Tedde non è un cattivo maestro, ma un pessimo scolaro, di un’Italia che si adegua, e adeguandosi è arrivata fino al governo, fino a Roma. Uno scolaro anche troppo zelante, se persino il sindaco di Roma, l’uomo con la celtica al collo, ha dovuto dire che la Resistenza non si discute. Roma e il governo valgono bene una messa. Quindi a Roma la Resistenza non si discute più. Ma in giro per l’Italia l’ordine non è stato ancora eseguito.

Svelato il mistero dell’assassinio de La Storta

ROMA – E’ la partigiana Neda Solic una delle ultime persone ad aver visto in vita Gabor Adler, alias John Armstrong, nel carcere nazifascista di via Tasso la notte tra il 3 e il 4 giugno del 1944. La sua testimonianza, raccolta dall’esercito britannico nel settembre dello stesso anno, è decisiva nel sovrapporre il nome di Armstrong alla figura dell'”inglese sconosciuto” che da più di 60 anni figura insieme a Bruno Buozzi e agli altri dodici martiri de La Storta, trucidati il 4 giugno del 1944 dai nazisti in fuga da Roma lungo la Cassia.

Gabor Adler è l’agente segreto delle forze armate britanniche – nato in Ungheria e poi inquadrato nel Soe prima di essere catturato in Sardegna nella sua unica missione oltre le linee nemiche – riemerso dagli archivi britannici e italiani: frammento dopo frammento, il puzzle di una vita che abbiamo raccontato a più riprese su Repubblica (vedi correlati a fianco) sintetizzando la massa di documenti raccolti a iniziare dalla primavera dello scorso anno.

“Gli unici testimoni oculari credibili su cosa successe durante le ultime 36 ore a Roma sono Louise Leslie e Neda Solic – si legge in una delle carte in possesso dell’Ambasciata britannica in Italia, e relativa all’indagine svolta dagli inglesi nel settembre del ’44 -. Il primo ha diviso la cella con Adler fino alle 13 del 2 giugno e ha testimoniato che, a quell’ora, Adler era ancora lì. L’altro testimone, Neda Solic, afferma che era presente e stava effettivamente vicino ad Adler alle 22 del 3 giugno, nel cortile di via Tasso, quando vennero compilati dei gruppi per deportarli a Verona. Adler – prosegue il documento – era certamente un componente di questo gruppo e il suo nome fu letto ad alta voce”.

Neda Solic, che quella notte riuscì ad evitare la deportazione verso il Nord, è una donna croata attiva nella Resistenza dapprima nella Croazia annessa all’Italia e poi nelle Marche. Arrestata dai tedeschi, venne trasferita a Regina Coeli nell’inverno del 1943, quando non aveva ancora compiuto vent’anni, e portata successivamente a via Tasso. Oggi, gravemente malata, vive a Roma curata e protetta dal marito Donato Camitio, un altro ex partigiano. E’ lui a fornire un ulteriore riscontro a quanto affermato da Neda Solic agli inglesi nel 1944: “Ho letto nel diario di Neda – racconta – alcuni accenni al giovane ufficiale britannico conosciuto a Regina Coeli. Lei in quel periodo godeva di una certa libertà e ogni tanto le era consentito di uscire dalla cella: così poteva parlare di nascosto con gli altri prigionieri, magari attraverso gli spioncini delle porte. Per tali contatti fu anche rimproverata dai carcerieri che minacciarono di ridurle questa piccola libertà di movimento, qualora avesse continuato a parlare con gli altri detenuti”.L’insieme degli elementi raccolti dal War Office a partire dal ’44 dà praticamente per scontato come uno dei 14 Martiri della Storta fosse proprio l’agente Armstrong. In particolare, un rapporto compilato nel luglio del 1946, pur sottolineando come “tutti i tentativi di stabilire con certezza cosa è successo ad Adler non abbiano avuto risultati”, conclude che “lui era tra gli italiani che furono prelevati dai tedeschi in via Tasso intorno alle 22 del 3 giugno 1944 e portati verso Nord attraverso la via Cassia con destinazione sconosciuta. Nella località chiamata La Storta furono trovate le salme dei componenti di questo gruppo, presumibilmente uccisi dalle guardie”. Tra i corpi riportati all’obitorio dell’ospedale Santo Spirito, uno non venne identificato diventando così l'”inglese sconosciuto” indicato nei libri di storia e sulla lapide commemorativa della strage. “Ci sono state molte prove contraddittorie sul destino finale del tenente Adler durante le ultime ore prima della liberazione di Roma – si legge ancora nel documento inglese del 1946 – e non è possibile dire con certezza cosa sia successo. Molto probabilmente è morto, ma la conclusione può essere raggiunta solo con un processo di congetture ed eliminando tutte le alternative”.

Dopo Verona Figline Valdarno

La cittadinanza è stupita per quanto accaduto lunedì sera.
Dopo avere letto le brutte notizie degli incidenti a Verona in cui un giovane ha perso la vita per colpa di delinquenti naziskin ora accusati di omicidio forse volontario, anche a Figline dobbiamo registrare un fatto di cronaca gravissimo.

Sono le 21.45 circa di martedì sera, due giovani Kosovari si 26 e 28 anni, con regolare permesso di soggiorno, si scambiano degli sguardi con dei giovani del posto, nella piazza Serristori. Gli sguardi infastidiscono un gruppetto di 5 personaggi che passa alle offese ed in un battibaleno ai fatti. Subito appaiono due mazze da baseball con le quali i due kosovari vengono picchiati duramente.
Intorno alle 22.00 il comando dei Carabinieri di Figline registra una chiamata di emergenza per rissa e pestaggio.
La prima pattuglia si attiva ed arriva il loco nel giro di pochissimi minuti ma in loco sembra tutto finito, fatta eccezione per una Renault Scenic che si allontana immediatamente. I due Carabinieri si insospettiscono e la seguono, mentre una seconda pattuglia converge.
La Scenic si ferma in prossimità di via Copernico 9, dove le pattuglie dei Carabinieri procedono al controllo dei due giovani.
Uno dei due ha le mani sporche di sangue, in macchina due mazze da baseball , una delle quali è rotta. Ai giovani viene chiesto di spiegare tutto al comando e vengono condotti in Centrale dove, dopo approfonditi  controlli e confronti da parte dei Carabinieri di Figline ,  si provvede al fermo per una serie di motivi, fermo convalidato la mattina seguente dal Gip, che ne ha disposto gli arresti domiciliari.
I due giovani arrestati si chiamano SALVATORE MASSONE di 23 anni operaio , già sorvegliato speciale e FRANCESCO D’ALTERIO di anni 19 disoccupato pregiudicato per furti e resistenza a pubblico ufficiale.
I due giovani Kosovari sono stati medicati al pronto soccorso hanno riportato traumi guaribili in circa 5 ed 8 giorni ed hanno presentato denuncia. La prima udienza è fissata per il 12 giugno.

Sulle mazze da baseball usate vi sono delle scritte inneggianti al fascismo , ” DUX MUSSOLINI” ” Tanti amici tanto onore” , questo sembra dare una tinta pseudo politica o razzista al gesto.

IL Capitano Mennella , che come sempre ci da precise e preziose informazioni sull’accaduto , ci ha detto che simili episodi di violenza ci sono in tutta Italia e non vi sono legami alcuni con gli episodi di criminalità organizzata occorsi a Figline. La matrice di questi episodi pare provenire da una voglia di dimostrare la propria supremazia sul prossimo con la precisa convinzione di farla franca soprattutto nei confronti di immigrati che se irregolari hanno difficoltà a fare denuncia.
Quanto alla appartenenza di queste persone alla estrema destra, la cosa ci mette ancora più in allarme, perchè quando i comportamenti violenti si tingono di ideologia , questi sono davvero pericolosi.
Fortunatamente come ricordato dal Capitano, il binomio richiesta – intervento a Figline è sempre molto rapido e chiamare i Carabinieri ha sempre una risposta immediata dal comando che riesce a gestire le chiamate di competenza nel giro di pochi minuti, nella media circa 5 minuti.