Benarrivati!!!

Il 27 ottobre si è tenuta ad Orvieto l’assemblea costitutiva della sezione ANPI di Orvieto. Alla presenza di Alvaro Valsenti e Fulvio Pellegrini dell’ANPI Provinciale di Terni è stato eletto responsabile Damiano Bernardini di Baschi.

Subito dopo l’assemblea nazionale dell’ANPI che di terrà il 15 novembre verrà promossa una iniziativa pubblica ad Orvieto. Nel programma di attività è stato messo in rilievo l’impegno per sviluppare le ricerche storiche sulla resistenza orvietana e iniziative volte a denunciare i rigurgiti razzisti e xenofobi presenti anche sul nostro territorio.

Nei prossimi giorni Damiano Bernardini prenderà contatto con tutti i soci per proporre alla prossima riunione un comitato di coordinamento delle attività.

Archivio Partecipato della Memoria locale

Un progetto di comunicazione e educazione per ritessere il filo della memoria, ripercorrendo la storia in modo trasversale, non accademico e anche emozionale, attraverso il linguaggio cinematografico e internet.

Nel mito greco Mnemosyne, la memoria, è la madre delle Muse ossia di tutte le arti, di ciò che da forma e senso alla vita, proteggendola dal nulla e dall’oblio. Nella tradizione ebraica, uno dei più profondi attributi di Dio è quello di ricordare «fino alla terza, alla quarta, alla centesima generazione». Questa memoria divina è insieme giustizia e carità, riscatto delle vittime e resistenza al dilagare del “nulla”.

La memoria è anche un possente strumento per capire e per rispondere alle sollecitazioni del presente e alle sfide del futuro, in particolare in l’Italia, nazione senza memoria ma ossessionata dal passato .

Ed è con questo spirito che è nata la Memoteca, che non è ne un museo ne un deposito di storie, ma un

archivio vivo e dinamico, dove i ricordi, le storie, i drammi, i sogni delle persone vengono “conservate” come strumenti per ulteriori processi di cambiamento rivolti allo sviluppo sociale, culturale e politico della comunità. Vite spesso condizionate dalla grande storia: quella che fa le guerre, le battaglie, le malattie, le ingiustizie. Il grumo di vita vera che le vicende umane ci raccontano e che non possono perdersi nel vento, ma debbono divenire Memoria Progettuale per una nuova coesione sociale.

ogni essere umano è frutto della collettività in cui nasce e della storia che condivide con gli altri” – ha scritto il filosofo Fernando Savater, ed è da questa condivisione di storie che nascono i percorsi della memoteca, progetti rivolti alle scuole e ai cittadini.

Ideato da ViaTerrea in compartecipazione con la Provincia di Forlì-Cesena, ass. alla cultura, con la collaborazione del Coordinamento Provinciale dei Luoghi della memoria, dell’Istituto per la storia dell’età contemporanea e della resistenza e il patrocinio dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna.

I numeri della Memoteca

Il sito della Memoteca (www.memoteca.it) ha ricevuto, a partire da luglio 2005, oltre 650.000 accessi, con una media attuale di circa 900/1000 visite al giorno. Nella area dowloand si possono scaricare liberamente oltre 640 documenti, tra cui: appunti di storia, articoli di approfondimento, biografie, e-book, interviste a testimoni della storia. Al momento sono state realizzate 75 video interviste a persone che hanno raccontato parti della loro vita, raccontandoci parti della nostra storia. Per un totale di oltre 3000 minuti di memoria condivisa. Sono online 45 video, in attesa di digitalizzare il resto.

Il progetto memoteca ha inoltre collaborato con varie scuole, tra cui l’Istituto Professionale “Iris Versari” di Cesena e L’Istituto Tecnico Commerciale “R, Molari” di Santarcangelo, realizzando laboratorio sulla memoria e sul territorio, producendo video documentari e altro materiale di comunicazione.

Per il futuro chiediamo a tutte le realtà sociali del territorio; associazioni, imprese, istituzione, di contattarci e collaborare insieme alla costruzione di una società solidale, partendo dalla memoria.

Lettere da Roma

Sono uno studente del liceo Tasso che il 29/10/08 si trovava a manifestare a piazza Navona contro la riforma Gelmini, una manifestazione pacifica con cori simpatici assolutamente non violenta quand’ecco che si avvicina un camioncino con musica a tutto volume che vuole raggiungere la testa del corteo, ma non c’è posto per avanzare gli studenti sono troppi non possono smaterializzarsi, allora ecco che la tensione cresce, inizia una discussione con questi nuovi venuti, tutti ventenni di blocco studentesco, capisco che aria tira e mi metto ad osservare la scena in una postazione più defilata anche se mi sembra assurdo che si possa arrivare ad uno scontro violento, siamo ragazzi e ragazze la maggior parte quindicenni, addirittura scolaresche accompagnate dai professori e poi questi cantano “nè rossi nè neri ma liberi pensieri”. Ma alla fine di questo coro si scatena la violenza, lo squadrismo di qusto gruppo di esaltati dichiaratamente neofascisti. I ragazzi di Blocco fanno spuntare manganelli, catene, coltelli, spranghe, un vero e proprio arsenale passato magicamente inosservato alla polizia; é il panico caricano chiunque trovino di fronte, un ragazzo prova a difendersi è circondato da 10 persone e massacrato di botte, chi può si rifugia nei bar, cerca scampo a questa violenza cieca scatenatasi tutt’ad un tratto davanti all’occhio sornione degli agenti.

Con questa prima carica Blocco si assicura la postazione migliore per governare la manifestazione, noi ragazzi siamo confusi, spaventati, il morale è a terra, ci si conta per vedere se un amico è rimasto ferito. Quelle bestie di blocco intonano ironicamente un coro: “siamo tutti studenti”, i più temerari rispondono;”siamo tutti anti-fascisti” e di nuovo parte un’altra carica più feroce che ci sposta ancora più lontano dal centro di piazza navona, ancora feriti, ancora manganellate, ancora quella noncuranza da parte delle forze dell’ordine che mi sconvolge, mi atterrisce, perché in un paese democratico non posso essere difeso? E’ una sensazione stranissima, di smarrimento, lo Stato che avevo sempre creduto dalla mia parte se ne fotte se prendo delle manganellate.

Tutto torna alla “normalità”, Blocco ha ottenuto la postazione che voleva ma veniamo a sapere che ragazzi dei centri sociali delle università stanno arrivando, capisco che qui tra poco sarà l’inferno e con i miei amici torno al Tasso dove, inoltre, ci si aspetta un raid di blocco studentesco ma questa è un’altra triste storia di un paese dove i politici fanno passare i partigiani per assassini e i fascisti come vittime.

PS. sono venuto a sapere che il governo ha dichiarato che siamo stati noi studenti di sinistra ad aggredire Blocco, bene o noi siamo dei deficienti a non esserci accorti che un gruppo che massacra di botte dei ragazzi innocenti che avevano la colpa di trovarsi lì, lo fa per legittima difesa oppure forse siete voi che tentate di vendere ancora una volta la vostra vergognosa verità al punto di difendere anche lo squadrismo fascista.

Ciao mondo!

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